L’obiettivo di cinque diversi artisti di fama internazionale si posa sulle miriadi di rifugiati di diverse popolazioni disperse e sfollate del mondo. Sono gli occhi dei fotografi Omar Victor Diop, Lynsey Addario, Tom Stoddart, Martin Schoeller e Graciela Iturbide. Interpretazioni dello stesso fenomeno migratorio che ha coinvolto 60 milioni di persone a livello globale, secondo i dati dell’ UNHCR, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati.wwww

La mostra presenta fotografie scattare in Bangladesh, Camerun, Colombia, Croazia, Germania, Grecia, Messico, Myanmar, Serbia, Slovenia e Stati Uniti. Un racconto esplorativo sulla vita dei rifugiati che permette al pubblico di interagire con situazioni che non fanno parte dell’immaginario comune, che obbliga a riflettere su una gamma completa di esperienze attraverso immagini forti ma anche familiari. Cosa si muove dietro il bisogno di questi popoli ad abbandonare le proprie case e i propri cari? Come vivono la loro quotidianità di migranti? Come pensano di arrivare alla meta nella speranza di un futuro migliore? Queste e altre domande hanno spinto l’UNHCR a sostenere il progetto Refugee, fornendo ai fotografi preziose informazioni e facilitando il contatto logistico con i rifugiati durante i loro pericolosi spostamenti.

Ogni fotografo ha interpretato con il proprio stile e la propria tecnica i temi del viaggio obbligato e dell’abbandono, della sofferenza, del rifiuto, ma anche della gioia e della speranza.

Omar Victor Diop, ad esempio, è un fotografo il cui portfolio è una testimonianza storiografica della mutazione delle società africane dentro e fuori il Continente. Il suo lavoro è fatto di ritratti, con riferimenti visivi che vanno dai dipinti europei classici alla fotografia post-coloniale. La sua pratica non comprende solo la fotografia ma coinvolge anche i costumi, la ricerca tessile e la scrittura creativa.www La mostra offre anche un’esperienza di realtà virtuale, dando agli ospiti una visuale in prima persona della vita dei giovani sfollati di Soacha, Colombia. Il film è narrato dall’ambasciatrice UNHCR Cate Blanchett.

La mostra offre anche un’esperienza di realtà virtuale, dando agli ospiti una visuale in prima persona della vita dei giovani sfollati di Soacha, Colombia. Il film è narrato dall’ambasciatrice UNHCR Cate Blanchett.

Annenberg Space for Photography
2000 Avenue of the Stars
Los Angeles, CA 90067

APR 23, 2016 – AUG 21, 2016

Mer – Sab: 11:oo am – 6:00 pm
Lun – Mar: chiuso

Refugee info

 

Foto National Geographic 
All images © the photographer

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